THC e CBD

da | 24 Mag, 2018 | Marijuana legale in Italia

Thc e cbd: quali sono le differenze?

Thc e cbd : in questo articolo proveremo a spiegarti quali sono le differenze tra le due sostanze presenti nella cannabis sativa e perché il thc viene considerato una sostanza psicotropa e quindi illegale.thc e cbd

 

Cosa sono il thc e cbd?

thc e cbdTHC è l’acronimo di tetraidrocannabinolo, mentre CBD sta per cannabidiolo. Thc e cbd sono due dei principali composti contenuti nelle piante di canapa (Cannabis).  In particolare sono quelli a cui si conferiscono la maggior parte degli effetti indotti dalla somministrazione di cannabis.

Quando parliamo di cannabis ed effetti psicotropi, ci riferiamo perlopiù a questi due componenti ed alla loro interazione con i recettori nell’organismo umano. I recettori in questione sono due: quelli noti come CB1 (che prenderemo in esame più accuratamente) e CB2. I primi sono concentrati soprattutto nel cervello e nel sistema nervoso centrale; i secondi sono sparsi lungo il sistema linfatico e nell’ intestino.

La prima grande differenza?

  • Il  THC si lega bene con i recettori dei cannabinoidi CB1.
  • Il CBD si lega debolmente (ha una bassa affinità di legame) ai recettori CB1.

thc e cbd

Immaginiamo una spina elettrica, collegata ad una presa a muro. Una molecola di thc è perfettamente sagomata per connettersi con i recettori CB1. Quando tale connessione avviene, il thc attiva o stimola questi recettori CB1. I ricercatori chiamano il thc agonista del recettore CB1, il che significa che il thc funziona per attivare quei recettori CB1.

Thc e cbd a confronto

Il Thc

Il THC rappresenta il principale elemento psicoattivo della Cannabis e pertanto è ritenuto illegale; al contrario il cbd è legale. La concentrazione di Thc nella droga, espressa in percentuale, ne definisce la potenza, così come il rapporto tra thc e cbd. Provoca euforia, alterazione comportamentale, dell’umore e della percezione. Il Thc, inoltre, si comporta come un neurotrasmettitore prodotto naturalmente dal nostro corpo, conosciuto come anandamide, anche detta “la molecola di beatitudine”. Quest’ultimo, secondo alcuni studi effettuati sugli animali, può aumentare l’appetito e aumentare il piacere associato al consumo di alimenti. Ma non finisce qui: l’ anandamide gioca anche un ruolo nella memoria, nella motivazione e nel dolore.

thc e cbd

Oltre la nota azione psicoattiva della droga a livello del sistema nervoso centrale dunque, il thc ha anche effetti sul sistema cardiocircolatorio e immunitario.

Per riassumere, possiamo dire che il thc provoca:

  • tachicardia e vasodilatazione periferica e ipotensione per inibizione del sistema
    simpatico.
  • Sul sistema immunitario porta ad un’alterazione del bilancio tra linfociti T helper 1 (Th1) e T helper 2 (Th2) a favore dei secondi, il cui effetto anti-infiammatorio viene incrementato. Per questo è presente nella marijuana ad uso terapeutico data per esempio a malati di sclerosi multipla, artrite e morbo di Crohn.
  • Il thc agisce anche sull’apparato visivo, sul quale causa una riduzione della pressione intraoculare. per tale ragione è usato per il trattamento del glaucoma.
  • piacere
  • concentrazione
  • sollievo dal dolore
  • appetito

Il ruolo del cbd

Il cbd, per prima cosa, non possiede proprietà psicotrope sul sistema nervoso centrale, pertanto è ritenuto legale. Inoltre ha un effetto opposto a quello del thc, che significa?

Il cbd è classificato come un antagonista dei recettori CB1. Ciò significa che agisce per moderare gli stimoli che arrivano al CB1 per esempio quelli dovuti a un cannabinoide come il thc. In altre parole, quando si assume cannabis contenente sia thc e cbd, il primo stimola i recettori CB1, mentre il secondo ne limita gli effetti.

thc e cbdIl cbd inoltre un antagonista per il recettore della serotonina. Ciò può spiegare alcuni degli effetti benefici del cannabidiolo come quelli antipsicotici e ansiolitici del cbd. Il cannabidiolo potrebbe anche proteggere i neuroni contro i possibili effetti neurotossici del thc.

E’ interessante evidenziare come il cannabidiolo non ha quasi alcun effetto sui normali processi fisiologici. Solo quando interviene uno stimolo (come il dolore o la reazione ad uno shock) o un altro cannabinoide (come il thc) si esprime l’effetto del cbd.

Cosa cambia quando si assume la canapa quindi?

Innanzitutto devi sapere che esistono molte varietà della pianta di canapa ed ognuna di questa varietà ha un contenuto differente nei due principi attivi fin qui citati.

Possiamo avere infiorescenze (le parti della pianta a più alto contenuto degli attivi) ad alta concentrazione di THC e bassissima di CBD o viceversa. O avere entrambi i componenti in percentuali vicine tra loro. Nel primo caso il risultato sara quello di una particolare sensazione di stimolazione sul sistema nervoso, conosciuto come effetto “high” . Allo stesso tempo, si potrebbe essere però esposti ad alcuni degli effetti meno desiderabili del THC, quali ad esempio una maggiore sensazione psicotica (paranoia).

Nell’uso di una varietà di pianta che contenga, invece, un rapporto più alto a favore del cbd, quest’ultimo dovrebbe avere un effetto mitigante sull’azione del THC. Ci sarebbe sicuramente un miglior controllo degli effetti indesiderati a livello centrale pur mantenendo gli effetti high.

Thc e cbd insieme: l’effetto entourage

Questa differenza nella psicoattività ha avuto profonde implicazioni politiche, nella regolamentazione dell’uso di questa pianta,come puoi facilmente leggere nella legge sulla canapa in Italia.

thc e cbd

Tantissimi studi suggeriscono che molti dei composti presenti nella pianta di Cannabis, lavorino insieme per produrre una sinergia degli effetti. Questo è conosciuto come “effetto entourage“.

Questo termine è stato coniato dal dottor Raphael Mechoulam nel 1999 e fu ripreso dal dottor Ethan Russo, che nel 2011 ha pubblicato un articolo nel British Journal of Pharmacology in cui descriveva i contributi sinergici dei cannabinoidi, il cui ruolo è da un lato quello di mitigare gli effetti avversi derivanti dalla molecola di THC e dall’altro quello di potenziarne l’efficacia terapeutica.

In buona sostanza, quindi, l’efficacia dell’insieme dei composti presenti nella interezza della pianta di Cannabis supera quella dei componenti presi singolarmente.