Cannabis light in Italia: qualcuno è ancora contrario?

da | 8 Nov, 2018 | Marijuana legale in Italia

Nonostante il boom della cannabis light e l’approvazione della comunità scientifica persiste il fronte proibizionista. Facciamo il punto sulla situazione

Cannabis light in ItaliaLa legalizzazione della cannabis in Italia, anche se in questo caso si parla di cannabis light, non s’ha da fare. Anche e soprattutto il cosiddetto “governo del cambiamento” gialloverde non sembra orientato ad una svolta in tal senso. Il fronte “proibizionista”, nonostante sia praticamente ancora fermo al medioevo e navighi nella disinformazione più totale, sembra per il momento aver avuto la meglio.

Tutto questo mentre la marijuana legale, quella con il CBD o cannabidiolo spopola sia negli usi che nei negozi, oltre che nella comunità scientifica. Affrontiamo l’argomento cercando di fare il più possibile chiarezza, partendo dalle posizioni del fronte proibizionista.

Il fronte proibizionista italiano: Giovanardi suona la carica contro la cannabis light

Il fronte proibizionista, almeno qui in Italia, lasciatecelo dire, sembra essere sempre più dissociato dalla realtà, disinformato e basato su convinzioni ideologiche luminose e aperte quasi quanto quelle che guidavano i tribunali della Santa Inquisizione spagnola del Cinquecento.

Cannabis light il punto sul no di Giovanardi

Internet è meraviglioso quando si parla di cannabis light

Questo però è facilmente comprensibile se si prende in considerazione uno dei suoi esponenti di punta, l’ex senatore Carlo Giovanardi. Quest’ultimo infatti è tornato a tuonare contro la Cannabis Light. L’ex senatore, in questo caso si riferiva alla marijuana priva di THC e ricca di CBD, quella legale e che ormai quasi 500 negozi vendono al pubblico in tutta Italia. Le sue dichiarazioni seguono come sempre la solita filastrocca con lo stesso ritornello: la cannabis è droga e quindi fa male alla salute. In seguito prosegue, in maniera decisamente controintuitiva, sostenendo addirittura che una legalizzazione della marijuana porterebbe soldi alle mafie. “Il ministero della Salute deve emanare immediatamente un’ordinanza per fermare la proliferazione dei negozi e sequestrare i prodotti a base di cannabis”, ha dichiarato in una intervista al Resto del Carlino non più di qualche mese fa.

A Giovanardi insomma i negozi che vendono prodotti legali a base di canapa non vanno proprio giù. E non solo per ciò che commerciano, quanto soprattutto perché concorrono a riabilitare nell’opinione pubblica l’immagine della canapa, con sempre più persone che imparano a vederla per quello che è: non una droga, ma una pianta dalle mille risorse. Un progresso che ovviamente non può essere digerito da chi ha fatto dell’oscurantismo più becero la propria bandiera politica. “Si stanno aprendo questi negozi di cannabis light per dare un’ulteriore spinta alla liberalizzazione della marijuana attraverso un’offerta che, sia pure formalmente vietata ai diciottenni, fa apparire ai ragazzini normale l’uso di queste sostanze” continua sempre nella stessa intervista l’ex senatore.

Insomma gli anni passano ma Giovanardi la pensa sempre allo stesso modo o come si dice dalle mie parti gli si è incantato il disco.

Il parere contrario alla cannabis light del CSS

Un disco che però non ha trovato stimoli per tornare a girare correttamente ma che anzi, dato il parere del CSS è rimasto saldamente nella sua posizione.
Il Consiglio Superiore di Sanità ha raccomandato infatti “… che siano attivate, nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti“. Il parere del CSS richiesto dalla ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, fa bene sottolinearlo, non ha effetto diretto sulla realtà. Questo perché, come prevede il testo della legge sulla canapa in Italia, i prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa sono attualmente venduti nei ‘canapa shop’ come un prodotto da collezione, dunque non destinato al consumo. Tuttavia è bastato questo per incoraggiare nuovamente il fronte proibizionista.

Salvini contro i cannabis shop

Un giovane Matteo Salvini comunista favorevole alla legalizzazione della cannabis

Un giovane Matteo Salvini comunista favorevole alla legalizzazione della cannabis

A questo si aggiunge il carico da novanta messo da Matteo Salvini a riguardo che apostrofa così i negozi di cannabis light:Negozi di marijuana che sembrano centri massaggi cinesi, un bordello”. Ovviamente dopo una simile dichiarazione non poteva dimenticarsi di emanare, tramite il Ministero dell’Interno ma con la sua firma, una circolare che ha lasciato molto perplesse le persone che vogliono investire nel commercio della cannabis legale.

Le clausole della circolare manderebbero in galera queste persone davvero con poco. Parliamo di tollerabilità del possesso di cannabis con Thc superiore allo 0.2, entro il limite dello 0.6, valida solo per chi la lavora, e di divieto della coltivazione e della vendita per altri soggetti oltre la soglia dello 0.2.E chi dovesse far finta di nulla e venderla rischia il sequestro dei prodotti e una denuncia. Anche i consumatori potrebbero essere soggetti a segnalazione al Prefetto.

Ma… ha senso essere così rigidi con il cbd o cannabidiolo?

Ovviamente, secondo noi la risposta è una e semplice: NO.

Cannabis light o marijuana legale con cbdLa canapa di cui stiamo parlando infatti è solo ed esclusivamente quella legale, quella che non contiene il THC, la sostanza psicotropa che è a tutti gli effetti illegale. Questo tipo di cannabis, detta anche marijuana light, è ad alto contenuto di CBD o cannabidiolo. Una sostanza che addirittura sta facendo cambiare idea all’ OMS dal momento che quest’ultimo si è visto costretto ad attuare, per la prima volta, un processo di revisione per rivalutare la marijuana e questo suo principio attivo. Come puoi leggere meglio nell’articolo Effetti cbd, questo cannabinoide ha una quantità di applicazioni medicali da fare impressione: antinfiammatorio, anticonvulsivo, antiossidante, antiemetico, ansiolitico, antipsicotico.

Questo già basterebbe a spazzare via ogni dubbio sulla sua legittimità, ma la disinformazione è talmente tanta che tra i due tipi di cannabis difficilmente vengono fatte distinzioni fra i suoi detrattori, facendo di “tutta l’erba un fascio. Scusateci per il gioco di parole.

Il giro di affari della marijuana legale in Italia: un po’ di numeri

Cbd cristalli: cannabis light shopPer completezza aggiungiamo alcuni numeri che descrivono bene la situazione della cannabis light al discorso affrontato fin qui. Nell’arco di quest’anno, in Italia, sono stati aperti vari negozi di cannabis legale per un giro d’affari di oltre 40 milioni di euro, secondo Coldiretti. Per la cannabis “light”, che mantiene le proprietà del cannabidiolo ma senza gli effetti psicoattivi, si usano infatti le infiorescenze di varietà di canapa per usi industriali già presenti nell’elenco ufficiale delle sementi coltivabili in Italia e quindi con un tenore di Thc inferiore al limite di legge. Si tratta di fiori che “avanzano” dalla produzione per altri scopi (tessuti, cosmetici) e che vengono venduti oggi in apposite bustine in centinaia di punti vendita specializzati in tutta Italia, oltre ad alcuni tabaccai.

Una nuova frontiera, dunque, che in questi anni ha attratto centinaia di migliaia di italiani che si sviluppa sia nei negozi veri e propri sia su internet come qui su cbdcristalli.it. Nel giro di 5 anni sono aumentati di 10 volte i terreni coltivati a canapa (per vari usi, non solo per la versione “light”): dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4.000 stimati per il 2018, sempre secondo Coldiretti.

Conclusioni sulla situazione della cannabis light

Sicuramente possiamo affermare che la cannabis light in Italia ha contribuito a creare nuovi posti di lavoro, ed a creare un nuovo mercato che in futuro speriamo possa contribuire in maniera sempre più importante alla crescita dell’economia italiana, magari creando anche molti nuovi posti di lavoro, una cosa di cui sicuramente l’Italia ha bisogno.

Con buona pace dei suoi detrattori che probabilmente farebbero meglio a darsi all’agricoltura… della canapa perché no!